Adesso è il momento buono...per due semplici ragioni che chiudono il cerchio apertosi nel 1993/94, e queste due ragioni si chiamano “Walk” dei Foo Fighters e “The Death of You and Me” di Noel Gallagher's High Flying Birds.
I PROTAGONISTI (in ordine cronologico)




Siamo sicuri che Oasis e Nirvana erano cosi' diversi? Si sono sempre visti agli antipodi (aiutati anche dalle dichiarazioni di Liam che definiva Kurt un drogato incapace di gestire la propria celebrità), ma ci siamo fermati a pensare se lo fossero per davvero? A volte bisognerebbe solo ascoltare di più quello che la musica lascia a noi, accantonando le dichiarazioni dei vari membri dei gruppi e pensare un po' con la testa nostra, o meglio con quello che loro ci hanno detto. Si' perché gli Oasis, i Nirvana (e ognuno ci mette i suoi oggetti di venerazione) hanno parlato a tutti noi, a ognuno di noi hanno detto quello che avevamo bisogno di sentirci dire a 16 anni o a 23, e ce lo hanno detto in privato, non nelle interviste o sui giornali, ma mentre stavamo in camera ad ascoltare “Be Here Now”, mentre andavamo all'università e le foglie cadevano al suono di “Pennyroyal tea”, ognuno di noi potrebbe avere dichiarazioni inedite da rilasciare ai giornali.
I Nirvana sono stati molto di più di “dududun dududun mmmrrmmmmm.....with a taste of lemon”, cosi' come gli Oasis sono stati una novità estrema per le nostre vite, anche se somigliavano ai Beatles e si ispiravano a loro e ad altri, non nascondendolo mai.
Ma era l'attitudine che contava...in fondo sono stati tra gli ultimi gruppi che non piacevano ai nostri genitori e le dichiarazioni che rilasciavano erano più per fare incazzare loro piuttosto che scalfire la fiducia di chi li adorava incondizionatamente.
Poco dopo la morte dei Nirvana e dei loro propositi introspettivo-oscuri di un songwriter che aveva sempre flirtato con il suicidio e “I Hate Myself and I wanna Die” rimane, almeno dal titolo, una profezia discutibile ma, forse infine, veritiera, gli Oasis fanno il botto e con loro il BritPop, spazzando via il grunge, come? Beh, semplice, dicendo che la vita è difficile ma che comunque vogliono vivere per sempre, hanno sconfitto il sasso coprendolo con la carta, come a morra cinese, in fondo, puo' sempre capitare che da non avere niente ti ritrovi ad avere qualche casa a Londra...e allora non vale la pena di ”Live Forever”?
Ma la sensazione che il cerchio si fosse chiuso è stata quando ho sentito Dave Grohl a Milano lo scorso giugno, la sua bellissima “Walk”, l'uomo che suonava la batteria nei Nirvana nel pezzo sopra, urla al mondo (e alla gente che stava accalcata in un piazzalone di una zona industriale) “Forever and ever, I never wanna die”. ”E' invecchiato?” direbbe qualcuno, “Anche tu, e sarebbe l'ora che tu te ne faccia una ragione” risponderei a quel qualcuno.
Nel frattempo sono morti pure gli Oasis, e il primo singolo di Noel si intitola “The Death of You and Me” che, differentemente da quanto il titolo faccia pensare, non è riferito agli Oasis o al trapasso in generale, ma è una canzone d'amore, una ballata da cantautore, con tanto di trombette da orchestrina in sottofondo, è una gioia che invita a stare insieme e a fuggire da tutto quello che puo' essere la morte di noi due (nei due personaggi metteteci voi e chi vi pare). Ma questo non conta, cio' che conta l'ho letto nella traduzione dell'intervista di Noel a Mojo e, strano ma vero, ultimamente “Definitely Maybe” rimbalzava nelle bocche di molti e guarda un po', Noel aveva bisogno di ritrovare lo spirito del 94
“Stanotte mi è venuto un riff da paura. Un mio amico mi ha detto:'Sono sicuro che questo è Supersonic' . Dopo un po' ho pensato 'Oh si' è Supersonic. Era ora che io tornassi li' amico'”*
Che si torni a Supersonic o a Live Forever conta forse qualcosa? Non è forse lo stesso?
Si è chiuso il cerchio, disegnato come lo fa un bambino, partendo da un punto, non staccando il lapis dal foglio e chiudendolo nello stesso punto, nel frattempo il bambino è diventato grande, talmente grande che proprio non ha voglia di uscire dagli anni 90.
*Traduzione di frjdoasis3 dal sito oasisnotizie.blogspot.com , l'intervista in lingua originale è sul numero di Mojo di questo mese.
5 commenti:
...sai che ci pensavo l'altro giorno? In effetti questi anni Novanta musicalmente ci hanno lasciato molto, in culo a chi dice che sono stati anni del cavolo.
colpa dei 68ini, come al solito :D
Sei un grande...e detto da un sedicenne a cui i Nirvana e soprattutto gli Oasis han reso salva la vita, spero voglia significare qualcosa
Ciao gianluca...e benvenuto..grazie mille,ti assicuro che vale e parecchio...ci hanno salvato e ci salveranno..keep on rockin
Ah e comunque viva l'Oasis
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