martedì 16 agosto 2011

P R O V I N C I A L E


“g.p. Enchanté”

“Oh là là... Il y a un accent là” (Dans ma tete: “Oh là là, on est bien sympa aujourd'hui...merci de remarquer que je suis étranger... V.....O”)

(Avec un faux souris) “Eh oui? Je suis italien”

“Ah oui, tu viens d'où?”

“Toscane, Sienne”

“uuuu, c'est beau là-bas, Sienne centre ville?”

“Non je viens de la province de Sienne”

(A questo punto l'interlocutore, se non è stato a Siena pensa alle rotoballe giù per le crete oppure se ci è stato si incomincia a fare una bella conversazione)

Allora Signori del Governo (che cazzo governate lo sapete solo voi...ah già governate voi stessi) e tutti gli altri che si sciacquano la bocca di paroloni e di soluzioni roboanti del tipo “Cazzo l'acqua perde...SALDIAMO IL RUBINETTO”, dall'alto del mio disprezzo tenevo a dire che quando mi presento alla gente trovo un certo conforto interiore (che si manifesta in un calore e un brividino all'altezza delle guance, che involontariamente crea un piccolo sorriso ebete) quando mi dicono “Sei di Siena?” E io rispondo “Si' della provincia”, non sapete quante cose dico in più con la parola PROVINCIA, cose che per me hanno un significato, che l'interlocutore forse al primo colpo non potrà comprendere ma, sicuramente, approfondendo la mia conoscenza, capirà.

Vabeh, non credo ci sia bisogno di giustificare, non sottolineo con il mio essere provinciale la distanza dalla città in cui ho studiato e vissuto (come molti pseudo-alternativi, quelli si' beceri e superficiali fanno) sono cresciuto in provincia, gli amici di una vita me li son fatti in provincia, tutto per me ha ruotato intorno alla provincia, il mio sangue è provinciale perché i miei nonni erano provinciali, della provincia profonda, e forse mi sento ancora più provinciale perché, colpevolmente, ho capito tardi di esserlo, anzi ho scoperto di esserlo.

Ogni provincia ha una storia a sé, ha i suoi luoghi di ritrovo, la sua vita, le sue campagne, i suoi palazzi, i suoi pertugi in cui ci si rifugia dal mondo, i suoi monumenti, le sue squadre di calcio, i suoi circoli...insomma, la provincia ci ha dato tanto, ha un po' modellato la nostra idea di nazione, aiutandoci, visto che tutto il paese non lo abbiamo mai girato.

E' stata una certa provincia a darci determinate canzoni...ed è stata una certa provincia quella in cui le abbiamo ascoltate...province che nel nostro immaginario rimarranno nitide e ben delineate.

Ahimè chi ci governa non ha nulla, né cuore, né attributi (e i due in alcuni casi sono come il pane e la farina) e cercheranno di dirci che cancellare un po' di geografia nostra ci farà bene; vaglielo a raccontare poi un giorno a chi verrà che una volta eravamo diversi e per questo più belli, le comunità più piccole e capaci di essere vivaci...

insomma, niente patriottismo becero, ma ci tengo a specificare nelle schede che compilero' sia Provincia, sia SI...

P.S. Questo post è stato pensato quando ancora Siena era in pericolo e non salvata grazie a Sondrio … (ma che poi mi devo far salvare da Sondrio...bah), e lo dedico a tutti quelli che hanno la provincia nel cuore ma la vedranno sparire dalle carte...conservatela e conserviamola...

E ogni tanto torniamoci, perché la provincia è come noi, ogni tanto pimpante, ogni tanto desolata...per questo gli vogliamo bene

Ma loro no, loro le rane non sanno più cosa siano, anzi son quelli che le coprono con le piscine

1 commenti:

NêZ ha detto...

Cantagliene secche! Viva la provincia e la semplicità che ci ha insegnato. Che poi a fare i quattrini siamo sempre in tempo.